LA NUOVA SANITÀ TERRITORIALE: FINALMENTE IL MEDICO H24?

24 giugno 2022

Con la pubblicazione del parere favorevole del Consiglio di Stato (n. 881/2022), sul c.d. “d.m. 71”, approvato il 21 aprile 2022 dal Consiglio dei Ministri, si è ulteriormente accelerato il processo di rinnovazione organizzativa del sistema sanitario sul territorio, privilegiando sia la continuità del servizio, sia la prossimità della localizzazione.

Per evitare che il cittadino sia costretto a recarsi al pronto soccorso (autentico girone dantesco), vengono istituite le Case della Comunità, ovvero presidi sanitari nei quali saranno presenti i medici di medicina generale (MMG), altri specialisti sanitari e personale infermieristico, per assicurare l’erogazione delle cure primarie, ormai da tempo assenti negli ambulatori di quelli che vengono ancora individuati come medici di base.

Inoltre, mediante l’impiego sempre più consistente dell’infermiere di famiglia (oggi divenuto specialista a seguito dell’istituzione di appositi Master universitari post-lauream), si prevede che le prestazioni sanitarie per pazienti fragili, critici e comunque con difficoltà di movimento vengano erogate all’interno dei loro contesti famigliari ed abitativi, anche al fine di ridurre i tempi (ed i costi) di degenza di pazienti che non necessitano più di interventi ospedalieri esclusivi, ma che in passato restavano ricoverati per completare il loro percorso riabilitativo.

Il d.m 71 si pone l’obiettivo di rendere il territorio nazionale più uniforme dell’attuale condizione, che vede alcune Regioni (Emilia-Romagna, Lombardia su tutte) che già da tempo hanno avviato progetti di sviluppo ed organizzazione della medicina di prossimità, attivando le Case della Salute, effettivo modello su cui si è struttura la riforma in oggetto, in una prospettiva di omogeneità e non di regionalismo differenziato, mentre altre rimaste ancorate alla centralità dell’ospedale di città.

Una significativa novità della riforma è l’orario di servizio delle nuove strutture sanitarie, che in alcuni casi garantiscono una copertura per l’intera giornata, costituendo un’autentica rivoluzione copernicana nel modello assistenziale tradizionale, che ha sempre visto il paziente rincorrere la disponibilità dello storico medico di famiglia, poi medico di base ed oggi medico di medicina generale, nel cui ambulatorio era costretto a recarsi in orari di lavoro spesso coincidenti con i propri, non sempre ottenendo un’effettiva prestazione di spettanza di altro professionista specializzato, dal quale si sarebbe dovuto successivamente recare.

L’idea del team sanitario costantemente presente presso la Casa della Comunità proietta la tutela della salute, così come sancita dall’art 32 Cost., in una prospettiva di effettivo servizio a beneficio della collettività, fino a giungere, con la presenza dello psicologo anche a veder soddisfatte le esigenze sociosanitarie del cittadino.

Avv. Giuliano Boschetti

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